un cellulare sempre tra le mani

è cresciuto troppo in fretta

Ok, quando ho torto lo so riconoscere 🙂

Non è assolutamente vero!!!! anzi! ma qui ci sono anche le prove fotografiche, non potevo negare o obbiettare nulla 🙂

La fotografa è la figlia quasi adolescente (ma quanto inizia l’adolescenza?) che ci ha, GIUSTAMENTE, fatto notare che non è l’unica a stare sempre al cellulare.

Ha ragione, usiamo tutti in maniera esagerata ed invadente gli smatphone, inutile negarlo è così. Quando usciamo di casa, magari dimentichiamo le chiavi, ma il cellulare lo abbiamo in mano.

Eppure faccio parte di una generazione che aveva le cabine telefoniche, i gettoni ed in casa il telefono grigio della Sip e non potevi mica usarlo sempre!

Quando uscivi avevi il tuo orario per tornare e, se arrivavi in ritardo, non ricevevi 200 sms, ti arrivava un ceffone o stavi in punizione o tutte e due 🙂 e quando viaggiavi, all’arrivo cercavi una cabina telefonica per avvisare che eri arrivato.

Non è più così, non so se sia un bene o un male, non ho potuto vivere entrambe le situazioni; ma vedo che mia figlia anche con il cellulare sempre in mano non è sola, anzi! le è più facile restare in contatto e sa sia parlare che scrivere 🙂

Mentre vedo che io, a differenza di mia mamma, ho una serie di ansie in più…basta che non risponda ad un sms immediatamente per immaginarmela già in chissà quale guaio.

Forse siamo noi, generazione anni ’80 che non abbiamo capito 🙂

 

 

 

 

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caldo!!! finalmente

Premessa, necessaria per evitare polemiche 🙂 Io non ho mai caldo, soffro l’afa, ma prima che mi accorga che ci sono 40°C ci vuole molto tempo… posso restare con uno scialletto anche sotto l’ombrellone, un filino di freddo lo ho sempre.

Quello che davvero mi sbilancia e mi rende isterica è la mezza stagione, l’autunno peggio, ma anche questa infinita primavera nè carne nè pesce mi ha infastidito un bel po’.

Oggi il clima era caldo!! senza se e senza me, solo le 23:00 e sono in mezze maniche, non ho caldo, ma finalmente non ho freddo!!! e questo migliorerà di molto le cose!

Non mi piacciono le mezze misure 🙂 lo dice sempre Silvo (il marito paziente) che per me o è bianco o è nero ed è vero, fatico ad accettare la via di mezzo.

 

Grazie?

Ok, lo scopo di un grateful diary sarebbe quello di trovare ogni giorno un tot di cose, anche piccole, per cui poter e dover ringraziare…

Ecco, sono al secondo giorno e già faccio una dannata fatica!

Però oggi è stata una giornata orrida e devo scavare nel profondo per recuperare un filo di gratitudine per qualcosa o qualcuno.

Ma proviamoci…

1 – Grazie a giusy (altra mia collega n.d.r.) per avermi sparecchiato la tavola in mensa

2 – Grazie a Silvo (marito n.d.r) per aver gestisto l’emergenza furto del cellulare

e basta, per il resto, oggi è un giorno che cancellerei volentieri.

gratitudine: questa sconosciuta

Tempo fa ho rebloggato laranarighe e il grateful diary….volevo farlo, lo volevo davvero quel giorno ! e poi, come al solito non ho fatto una cippa lippa 🙂

Oggi però ho pensato che potrei, anzi posso, farlo qui!!

Grateful diary on blog 🙂

E si parte!

1 – Ringrazio Irene (una mia collega n.d.r.) per avermi gentilmente ricordato che “e, ma tu NON SEI PIU’ GIOVANE”

p.s. lei deve ringraziare il fatto di essere MOOOOlto incinta, altrimenti un cazzotto non glielo levava nessuno !

2 – Ringrazio Cinzia (altra mia collega n.d.r.) per avermi gentilmente fatto notare che ero vestita come sua nonna e sua nonna NON E’ Vivienne Westwood

3 – Ringrazio il mio posto di lavoro, è pieno di gente gentile 🙂

 

L’arancio è il nuovo nero

Il secondo cakra si chiama Svadhistana Cakra ; in sanscrito significa “la sua dimora” per me è il cakra con il nome più bello dopo Anahata, ma Anahata non fa testo, lui è fuori concorso 🙂

SVA significa proprio “la sua dimora” e SVAD significa “apprezzare, godere”

Per cui Svadhistana è la nostra dimora, il luogo in cui possiamo imparare ad apprezzare e godere ciò che l’universo ci presenta.

Qui risiedono il nostro Karma, i nostri ricordi e le nostre emozioni. Qui risiede anche la nostra energia sessuale 🙂 meglio quindi averne una certa cura!!

asana pe svadistana

E’ posizionato nel basso ventre, tra i genitali e l’ombelico ed il suo elemento è l’acqua.

secondo-chakra

L’acqua scorre, deve scorrere per non imputridire, questo è un cakra mobile, presiede al movimento! e ne ha bisogno; culla ed accoglie, ma deve essere tenuto pulito dai residui del passato perché possa farci godere di un piacere in sintonia con ciò che siamo e non con ciò che eravamo o che pensiamo di dover essere.

Per molti il colore associato è il rosso, per altri è l’arancio; per me è l’arancio ! e si occupa del piacere, del desiderio, della sessualità e della creazione. E’ un cakra basso, presiede ai genitali, alle reni, alla vescica e alla zona sacrale; si occupa insomma del fluire in tutte le sue possibili interpretazioni.

Il pianeta collegato è Giove, l’Argento il suo metallo, il Sandalo la sua essenza e la Pietra di Luna la sua gemma.

Governa il gusto e la sua affermazione è “Io DESIDERO” il bija mantra è VAM e la sua vocale è la U.

Viene rappresentato con un loto arancio rosso a sei petali con una falce di luna e un coccodrillo.

Se squilibrato sono le nostre emozioni a dominarci, chiudendoci in noi stessi o lasciandoci in preda ad esse, come bambini bisognosi che cercano OVUNQUE qualcosa o qualcuno che li accolga. Svadhistana è un caldo abbraccio pronto a tenerci in sè, ma va curato e accudito, per me uno dei modi per farlo è cucire le mie borse 🙂 , ma aiutano anche i mudra !!

mudra

 

ma, forse quello che per me è il modo migliore è Supta Baddha Konasana 🙂

Supta Baddha Konasana

Luoghi pericolosi – 2

Ho già detto che le cartolerie sono luoghi da cui esco sempre con i sacchetti pieni ed il portafoglio vuoto, ma non sono l’unico luogo che riesce a farmi questo effetto..

Anzi, se devo dire la verità le mercerie hanno un effetto ancora peggiore 🙂

Entro per comprare del semplice filo per cucire, ce ne vuole uno diverso per ogni stoffa, in tinta o in contrasto, dipende dal momento 🙂 e finisco con l’acquistare almeno 10 bottoni e metri di nastri e passamanerie !

Utili, certo, ma io ho la casa piena di passamanerie ! e il marito tappezziere i bottoni me li fa 🙂 Tuttavia non sono in grado di resistere e, a dirla tutta, non ne ho nemmeno voglia …compro allegramente come se non ci fosse un domani

 

La sua dimora

Ho ricominciato a praticare, oddio, sono riuscita ad andare  a lezione un giorno! ora vediamo di proseguire, ma intanto la strada si è riaperta.

Ho scoperto che è come andare in bicicletta, una volta che hai imparato non disimpari più 🙂 Ovvio, se stai fermo per tanto tempo i tuoi muscoli si induriscono e, magari la punta dei piedi non te la tocchi più, ma il tuo respiro ricorda e appena chiudi gli occhi ti riporta in te, esattamente dove deve.

Lo yoga è una via per condurti al tuo vero sè e lo fa “usando” il tuo respiro e il tuo corpo, per condurre la tua mente a stadi via via più puliti e vicini a ciò che tu sei realmente. Non è sempre piacevole, ciò che incontri può non piacerti, puoi non avere alcuna voglia di incontrarlo, ma è parte di te e, dopo un po’ la polvere sotto il tappeto non ci sta più.

Venerdì il mio corpo ha fatto quello che ha potuto, sorprendendomi per come era in grado di reagire e agire assecondando il dolore che mi accompagnava e suggerendomi come modificare, dove spostare il peso, come piegare la gamba che non ne voleva proprio sapere.

Ed io che ero preparata a non fare le torsioni, ad andarci piano con le aperture, mi sono ritrovata ad entrare senza nemmeno accorgermi in Ardha Matsyendrasana, senza alcun dolore, anzi! Ardha Matsyendrasana sentivo la colonna finalmente distesa e libera.

ed invece è stato impossibile ruotare il bacino in Chakki Chalasana eppure è sempre stata una delle mie posizioni preferite 😦

Però il mio pensiero era lì, non altrove, era lì con me ed in me e alcune cose sono salite a coscienza, qualcosa dentro di me si è mosso ed ha cercato di farsi sentire.

Ora ho questo sentire in me e me ne occuperò in ogni momento, l’ho trascurato, fatto stare zitto e maltrattato per molto tempo; adesso gli do un po’ retta e lascio che faccia un po’ come vuole 🙂

Lo yoga è questo, attorcigliato su te stesso o steso sul pavimento, lati di te emergono e, se riesci ad ascoltarti prendono il loro spazio avvicinandoti ad un’unione intima con te stesso che porta gioia.