L’arancio è il nuovo nero

Il secondo cakra si chiama Svadhistana Cakra ; in sanscrito significa “la sua dimora” per me è il cakra con il nome più bello dopo Anahata, ma Anahata non fa testo, lui è fuori concorso 🙂

SVA significa proprio “la sua dimora” e SVAD significa “apprezzare, godere”

Per cui Svadhistana è la nostra dimora, il luogo in cui possiamo imparare ad apprezzare e godere ciò che l’universo ci presenta.

Qui risiedono il nostro Karma, i nostri ricordi e le nostre emozioni. Qui risiede anche la nostra energia sessuale 🙂 meglio quindi averne una certa cura!!

asana pe svadistana

E’ posizionato nel basso ventre, tra i genitali e l’ombelico ed il suo elemento è l’acqua.

secondo-chakra

L’acqua scorre, deve scorrere per non imputridire, questo è un cakra mobile, presiede al movimento! e ne ha bisogno; culla ed accoglie, ma deve essere tenuto pulito dai residui del passato perché possa farci godere di un piacere in sintonia con ciò che siamo e non con ciò che eravamo o che pensiamo di dover essere.

Per molti il colore associato è il rosso, per altri è l’arancio; per me è l’arancio ! e si occupa del piacere, del desiderio, della sessualità e della creazione. E’ un cakra basso, presiede ai genitali, alle reni, alla vescica e alla zona sacrale; si occupa insomma del fluire in tutte le sue possibili interpretazioni.

Il pianeta collegato è Giove, l’Argento il suo metallo, il Sandalo la sua essenza e la Pietra di Luna la sua gemma.

Governa il gusto e la sua affermazione è “Io DESIDERO” il bija mantra è VAM e la sua vocale è la U.

Viene rappresentato con un loto arancio rosso a sei petali con una falce di luna e un coccodrillo.

Se squilibrato sono le nostre emozioni a dominarci, chiudendoci in noi stessi o lasciandoci in preda ad esse, come bambini bisognosi che cercano OVUNQUE qualcosa o qualcuno che li accolga. Svadhistana è un caldo abbraccio pronto a tenerci in sè, ma va curato e accudito, per me uno dei modi per farlo è cucire le mie borse 🙂 , ma aiutano anche i mudra !!

mudra

 

ma, forse quello che per me è il modo migliore è Supta Baddha Konasana 🙂

Supta Baddha Konasana

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Luoghi pericolosi – 2

Ho già detto che le cartolerie sono luoghi da cui esco sempre con i sacchetti pieni ed il portafoglio vuoto, ma non sono l’unico luogo che riesce a farmi questo effetto..

Anzi, se devo dire la verità le mercerie hanno un effetto ancora peggiore 🙂

Entro per comprare del semplice filo per cucire, ce ne vuole uno diverso per ogni stoffa, in tinta o in contrasto, dipende dal momento 🙂 e finisco con l’acquistare almeno 10 bottoni e metri di nastri e passamanerie !

Utili, certo, ma io ho la casa piena di passamanerie ! e il marito tappezziere i bottoni me li fa 🙂 Tuttavia non sono in grado di resistere e, a dirla tutta, non ne ho nemmeno voglia …compro allegramente come se non ci fosse un domani

 

La sua dimora

Ho ricominciato a praticare, oddio, sono riuscita ad andare  a lezione un giorno! ora vediamo di proseguire, ma intanto la strada si è riaperta.

Ho scoperto che è come andare in bicicletta, una volta che hai imparato non disimpari più 🙂 Ovvio, se stai fermo per tanto tempo i tuoi muscoli si induriscono e, magari la punta dei piedi non te la tocchi più, ma il tuo respiro ricorda e appena chiudi gli occhi ti riporta in te, esattamente dove deve.

Lo yoga è una via per condurti al tuo vero sè e lo fa “usando” il tuo respiro e il tuo corpo, per condurre la tua mente a stadi via via più puliti e vicini a ciò che tu sei realmente. Non è sempre piacevole, ciò che incontri può non piacerti, puoi non avere alcuna voglia di incontrarlo, ma è parte di te e, dopo un po’ la polvere sotto il tappeto non ci sta più.

Venerdì il mio corpo ha fatto quello che ha potuto, sorprendendomi per come era in grado di reagire e agire assecondando il dolore che mi accompagnava e suggerendomi come modificare, dove spostare il peso, come piegare la gamba che non ne voleva proprio sapere.

Ed io che ero preparata a non fare le torsioni, ad andarci piano con le aperture, mi sono ritrovata ad entrare senza nemmeno accorgermi in Ardha Matsyendrasana, senza alcun dolore, anzi! Ardha Matsyendrasana sentivo la colonna finalmente distesa e libera.

ed invece è stato impossibile ruotare il bacino in Chakki Chalasana eppure è sempre stata una delle mie posizioni preferite 😦

Però il mio pensiero era lì, non altrove, era lì con me ed in me e alcune cose sono salite a coscienza, qualcosa dentro di me si è mosso ed ha cercato di farsi sentire.

Ora ho questo sentire in me e me ne occuperò in ogni momento, l’ho trascurato, fatto stare zitto e maltrattato per molto tempo; adesso gli do un po’ retta e lascio che faccia un po’ come vuole 🙂

Lo yoga è questo, attorcigliato su te stesso o steso sul pavimento, lati di te emergono e, se riesci ad ascoltarti prendono il loro spazio avvicinandoti ad un’unione intima con te stesso che porta gioia.