Uroboro o il tempo ciclico

Giornata intensa ieri, di quelle senza fine in cui non tiri mai su la testa. Quando sono finalmente giunte le 17:30, dopo aver detto una serie di stupidate ridicolissime nell’ultima mezz’ora, decidiamo di andarcene a casa che era anche ora.

Uscendo volgiamo lo sguardo verso il laboratorio alle nostre spalle che assomiglia ogni giorno di più ad un campo di battaglia, e dico:”Dai che domani sarà un altro giorno…” avrei voluto concludere che sarebbe andata meglio, ma mi sono interrotta; mica lo potevo sapere se sarebbe stato meglio!!! e la sequela di giorni infernali ininterrotti che abbiamo affrontato ultimamente non faceva presagire nulla di buono da un punto di vista puramente statistico 🙂

e poi… ma davvero ci sono giorno migliori e giorni peggiori? certo alcuni giorni sono segnati da eventi importanti: nascite, morti, compleanni, matrimoni, divorzi, lauree etc etc, ma gli altri? I giorni normali? Ecco, appunto sono giorni normali e iniziano per finire e ricominciare in un ciclo continuo e allora forse vale la pena di farseli piacere per quello che sono, senza sperare che possano essercene di migliori.

Il giorno che vivi è già il migliore e domani ne seguirà un altro di cui ti occuperai domani.

Perchè il tempo, non è mica una linea retta!!! è solo un ciclo, che torna e ritorna mai uguale a se stesso come un Uroboro mitico serpente che si morde la coda 🙂

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ed uno potrebbe pensare che è una noia, giorni sempre uguali che si ripetono 😦 ed invece un tempo ciclico e non lineare ha con se l’idea di infinito e di continua trasformazione; un’idea che riempie il cuore di gioia e fa si che ogni “nuovo” giorno lo si possa affrontare con uno spirito allegro e gioioso.

La ciclicità del tempo porta con sè la continua trasformazione e l’idea che nulla finisce o inizia, ma Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma come diceva già De Lavoiser nel lontano 1700 , quasi 1800.

Tutto si trasforma continuamente ed essere nell’attimo e nel luogo in cui si sta vivendo consente di vivere a pieno ogni cosa che così diviene meravigliosa ed unica.

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e così colleghiamo alchimia, fisica quantistica e yoga grazie ad un simpatico serpente 🙂

 

Om Shanti

 

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Di campi coltivati e visioni d’insieme

Oggi mi sono ritrovata tra le mani una giornata che non ingranava, a me sembravano 24 ore prive di senso e di scopo.

Poi mi ritrovo seduta al pc a leggere commenti su discussioni che seguo e mi metto a fare il punto di quanto è accaduto oggi 28 Novembre.

La Denise, mia fida e fidata collega stamattina me lo aveva detto, quando mi lamentavo di avere la sensazione di girare a vuoto, che avevamo invece fatto questo, quello e quell’altro ed era vero!!!

Ogni giorno facciamo mille e mille cose, è solo che non sempre ne raccogli subito i frutti e così hai l’impressione di aver buttato il tuo tempo e di non aver concluso niente.

Non è mai così!! Ogni giorno semini, solo alcuni giorni raccogli e, se sei tutta presa a guardare continuamente a ciò che ottieni nell’immediato da ciò che fai, capita che non ti renda conto che stai raccogliendo oggi i frutti di ciò che avevi seminato 3 mesi fa e di cui nemmeno di ricordavi.

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Ph: Max Mitenkov

Ho iniziato a lavorare nel mio attuale luogo di lavoro quasi 4 anni fa, non avevo nemmeno una sedia nei primi giorni e non sto esagerando!! Un ufficio da 2 metri per 3 che condividevamo in 4, ci si doveva sedere con un ordine ben preciso per poterci incastrare 🙂 ed ora c’è un vero laboratorio, con tutta la strumentazione necessaria!!! e sedie in abbondanza e scrivanie. Una radio che funziona, te e biscotti e persone che vanno e vengono chiedendo consigli, pareri o fermandosi solo per tirare il fiato.

Ecco, anche se oggi i ritmi sono stati lenti e mi sono persa via spesso, direi che ci stà, si può! perchè le cose della vita vanno viste nell’insieme, vissute attimo per attimo, ma guardate da lontano, in modo da vederle nella loro interezza.

Ora posso andare a dormire soddisfatta 🙂

Colonna sonora: (I can get no) Satisfaction

 

 

 

Grateful diary al lavoro

Da Lunedì sono a casa dal lavoro, in malattia. Veramente Lunedì al lavoro ci sono andata, ma ad un cerro punto ho dovuto andarmene, il dolore alla schiena era troppo forte e le medicine che sto prendendo hanno un effetto sbornia difficile da gestire in un luogo di lavoro.  🙂

Io adoro il mio posto di lavoro, mi piace quello che faccio, mi piace quello che produciamo e mi piacciono i colleghi; ovvio chi più e chi meno, ma mi piacciono 🙂

Ieri mi chiama la fida e fidata collega e mi dice che mi deve passare un’altra mia collega, penso abbia bisogno e invece no!!!! Voleva salutarmi e dirmi che le manca vedermi in giro, perché quando mi vede si tranquillizza e le cala l’ansia… QUESTE SO SODDISFAZIONI!!!!

 

 

Le domande sorgono spontanee

Allora, vi ho già detto che lavoro in una stamperia di tessuti e siamo in tanti, molti sono extracomunitari e alle volte accadono cose realmente al limite dell’assurdo.

Per stampare e rendere i tessuti belli come li vedete, bisogna fare tante, ma tante cose e per farle si usano prodotti che stanno dentro dei bei fusti di plastica blu con il loro tappo a ghiera nero.

I fusti sono da 120 lt, per cui sono piuttosto grandi e quando sono vuoti li riusiamo come pattumiere o contenitori.

Abbiamo un collega nero, ma proprio nero e grande, direi enorme; per intenderci un pezzo d’uomo da 2.00 mt per almeno 100 Kg ( di muscoli, non di grasso) che se lo incontri all’improvviso rischi l’infarto.

Ecco, questo signore, oggi voleva che gli tenessimo da parte questi fusti per mandare del cibo a casa sua!!! Ora, ve lo immaginate un simile personaggio che, come se niente fosse, cerca di inviare nel Mali o giù di lì, dei fusti da 120 lt pieni di un liquido di consistenza più o meno gelatinosa e maleodorante… il cibo, per buono che sia, tenuto fuori da un frigo, prende un certo odore…

Abbiamo pensato che, per il suo bene, fosse opportuno non dargli i fusti!!!! 🙂 anche perchè farlo arrabbiare, non conviene 🙂

 

Giornata difficile

Lo so che il Mercoledì è il giorno delle genialate lavorative, ma oggi è un giorno difficile, molto difficile.

A pensarci bene è una settimana difficile, per cui oggi non poteva certo essere una giornata di quelle che passano così come se niente fosse.

Questo è il mio stato.

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Non sono distrutta dalla fatica, sono alla ricerca di CIBO!!! e dopo che ho mangiato avrò ancora più fame di prima 😦 Però sono anche un po’ distrutta dalla fatica, maciniamo chilometri su chilometri puff puff pant pant

e mentre maciniamo incontri persone che con aria serafica, come se niente fosse ti dicono:”non avete ancora finito?” e no, non abbiamo ancora finito perchè nemmeno abbiamo ancora capito come iniziare !!!! Comunque, se sono qui significa che in realtà abbiamo trovato il modo di iniziare e quindi ho potuto abbandonare il campo e tornare alla mia scrivania.

Ora dico, lavoro in una stamperia di tessuti, stampiamo disegni, ogni disegno deve avere la sua dimensione e devi controllare che, quando arrivi alla fine del processo le dimensioni siano quelle che ha chiesto il cliente; sembra semplice, ma se tu prendi una grata e la ripeti in diagonale , trovalo poi il modulo da misurare senza che ti vengano conati di vomito!!!!! E quindi, no, non è stato facile capire cosa si doveva fare !!!!

 

Intanto qualcuno se ne sta al sole, al caldo bello beato a mangiare in Sardegna:

 

e stasera, al suo ritorno si lamenterà e sarà stanco…. poverino PRRRRRRRRRRRRRR!!!!!

Però noi, rimasti a casa senza mare e sole, stasera ci faremo fuori una ciotola da insalata di minestrina!!! che è il nostro modo di festeggiare quando un componente della famiglia è assente. E la mangiamo seduti sul divano, davanti alla TV con i tovaglioli per evitare di scottarci 🙂

 

Le genialate 1.0 :)

Oggi comincio a presentare quelle che sono le genialate applicate all’ambito lavorativo.

Per farlo però bisogna che prima racconti come sono finita qui e come è organizzato questo luogo.

 

Tre anni fa ho cominciato a lavorare in questa favolosa stamperia di tessuti, sono un chimico e non un tessile, quindi diciamo che i primi giorni non capivo nulla di nulla, ma per fortuna la chimica è come il prezzemolo; va bene con tutto 🙂

Complice Zara, la stamperia aveva bisogno di qualcuno che controllasse l’assenza di tutte quelle cattivissime sostanze chimiche nei suoi articoli e così eccomi qui

http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/detox-zara/

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