Pesci e cammelli

Noi diremmo “Credo che l’universo abbia un suo piano” gli indiani direbbero Isvara Pranidhana

isvara-pranidhana

che tradotto in parole povere significa: affidarsi totalmente al divino. C’è una differenza sostanziale però tra le due visioni, per gli indiani il divino non è altro da noi stessi e pervade ogni soffio vitale presente sulla terra; quindi è a noi stessi che ci si deve affidare e non ad un fantomatico Universo o Divino al di sopra di noi.

Ma come fai ad affidarti al divino se non lo hai mai “sentito” se non ne hai mai percepito la presenza?

Ecco, qui arriva la pratica 🙂 che ne sa una più del diavolo ed un modo per portarti dove devi andare lo trova sempre !! per me sono state due le posizioni che hanno aperto il flusso di comunicazione con questo fantomatico universo e mi hanno fatto sentire come i confini che mettiamo tra noi e il resto del mondo siano flebili e illusori.

La prima volta è stato grazie ad un cammello e la seconda grazie ad un pesce 🙂

Una volta praticavo in un centro a Milano e i nostri “ritiri” avvenivano nello splendido Tempio dei tre gioielli : “Samboji” un monastero zen nel parmense. Qui il cammello ed il pesce mi hanno aperto la strada verso la connessione e mi hanno aiutata, dopo tanti anni, a capire il mio esame di chimica fisica II 🙂

Le due posizioni hanno una cosa in comune, l’apertura del cuore o meglio di anahata il nostro 4° chakra

anahata-chakra

e quando ciò  avviene la paura che porta alla diffidenza si arrende e ci si può aprire al mondo senza temere di perdersi; così la connessione comincia a stabilirsi 🙂 e da lì non si torna più indietro.. rimane in te la sensazione di fare parte di questo TUTTO e puoi lasciare che accada senza essere più sovrastato dall’ansia e dalle preoccupazioni.

E poi, quanto sono belle ste due asana!!!!!

 

 

Om shanti

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Una mezzaluna…

Ecco, per la serie asana meravigliose da vedere, ecco a voi Ardha Chandrasana in tutto il suo splendore 🙂

Intanto lasciatemi fare la maestrina 🙂 Ardha significa mezza e Chandra significa Luna, per cui questa è una delle posizioni della mezza luna, per me la più difficile da tenere, anche se tutte le “chandre” mi creano qualche difficoltà:)

Ci vuole equilibrio, una discreta forza e una dose di pazienza non indifferente 🙂 Dopo la mia operazione non ci avevo mai provato, non mi fidavo molto dalla mia schiena e delle mie gambe, ma con Draupadi si deve essere sempre pronti a nuove sfide, anche perchè lei sa come fartici arrivare.

Lasciamo stare il fatto che gamba e braccio devono fare il loro dovere (mi rendo conto che non è cosa da poco, ma essendo un’asana non si può fermarsi alla sola parte fisica 🙂 🙂 ) quello che poi deve lavorare è il respiro, ad ogni inspiro il lato “aereo” si allunga e il lato a terra sostiene, ad ogni esalazione il lato aereo si rilassa e così fa quello terreno. A sostenere tutto è il respiro che mette in contatto la terra con il cielo sopra di noi; possiamo volgere il nostro sguardo verso l’alto certi di essere SEMPRE sostenuti dal nostro fuoco che rende lieve la nosta terra.

Si pratica prima su un lato e poi sull’altro, per lasciare espandere sia il lato femminile che il lato maschile e per lasciare che a sostenere sia una volta il lato attivo ed una volta il lato passivo. Un modo per sentire in ogni muscolo del proprio corpo come siano presenti diverse nature in noi e come ogni nostro lato sia in grado di fare il suo se lasciato respirare e adeguatamente sostenuto.

Per me Ardha Chandrasana è l’incontro-scontro tra le mie due parti ed ogni volta che la eseguo accetto un po’ di più la loro coesistenza; stanno quasi iniziando a collaborare !!! ed è l’asana del “qui ed ora”. Qui, più che in ogni altra posizione devo essere nel momento, presente e concentrata su una sola cosa, la mia mano rivolta al cielo 🙂

Per non cadere, per sentire fluire l’energia e per lasciare espandere il mio cuore.

Om shanti

 

 

Utkatasana ovvero una seggiola :)

Per me le asana sono belle, intendo proprio da vedere!! se le esegui bene, con una certa cura negli allineamenti e nelle posizioni delle parti del corpo, sono proprio delle sculture viventi e a farle vivere è il respiro.

Dopo un lungo peregrinare ed un intervento alla schiena, sono tornata a praticare con costanza in un nuovo centro Shanti yoga, vicino casa, con una nuova maestra piena di luce.

Ieri sera nella pratica c’era UTKATASANA nota come la posizione della sedia, ma utkata significa forza, per cui questa è la POSIZIONE POTENTE anche se sembra una sedia 🙂 per cui è anche la  posizione della sedia

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Quando i tuoi piedi ti sostengono, il tuo fuoco può condurti lontano e puoi raggiungere i traguardi a cui sei destinato. Tutto in una semplice posizione che ti fa sentire quanto tu sia forte ed in grado di innalzarti verso il cielo.

Ok, tendo un filino ad esaltarmi 🙂 ma è davvero una di quelle asana in cui starei ore ed ore e poi abbiamo concluso con un mantra, dolcissimo Om mani padme hum e non serve ascoltarlo tutto ! ma non ci sono versioni ridotte 🙂

Solo una cosa. i mantra prima si ripetono ad alta voce, poi si sussurrano, questa fase si dice “il sussurro dell’amante” e poi si ripetono dentro di se.

Questo perchè le singole sillabe che compongono un mantra sono vibrazioni primordiali che contattano parti di noi sopite e quindi devi avere un tono di voce alto quando qualcuno è un po’ addormentato; quando lo hai risvegliato però non serve più gridare, ormai è li con te e gli puoi parlare a bassa voce. Alla fine è “in te” e quindi il mantra puoi lasciarlo risuonare nella tua mente.

Buon ascolto

 

Om Shanti